Tre scenari per un flop

L'aula del Senato a Palazzo Madama

 

Di sicuro sarà “p.p.h.” ma probabilmente anche “p.p.é.”
Sono due scherzosi acronimi molto conosciuti da chi frequenta il mondo francese.
Il primo viene applicato con macabra ironia nei confronti delle persone, solitamente anziane o malandate, che versano in precarie condizioni di salute. Esso significa: pas pas l’hiver (non passa l’inverno). Il secondo può essere adattato alla situazione politica italiana: pas pas l’été (non passa l’estate).
Ce ne potrebbe essere addirittura uno ancora più allarmante: p.p.p., cioè pas pas le printemps (non supera la primavera).
Io credo davvero che dai primi segnali di dialogo (?) tra le forze politiche della terza repubblica, la legislatura non abbia una prospettiva più lontana.
Gli scenari, infatti sono tre:
1 – VOTO SUBITO - Grillo rifiuta sdegnosamente qualsiasi intesa, Bersani mantiene il rifiuto di coinvolgere Berlusconi per motivi di orgoglio, il Parlamento salta dopo due o tre riunioni, non si forma alcun governo, si torna a votare subito e Grillo vince con il 45%, relegando il PD al 20% e il PDL al 15%.

2 – VOTO IN ESTATE - Grillo rifiuta sempre, anche se ci sono i primi dissidenti che lo invitano a collaborare con il PD. Si forma un governissimo provvisorio PD/PDL per riformare la legge elettorale (anche se entrambi sono i responsabili del fatto che sia stato mantenuto il porcellum nelle ultime elezioni). Si va a votare prima dell’estate credendo che la verginità così riconquistata li premierà. Invece escono puniti dai loro stessi parlamentari oggi “nominati”dal porcellum perché la maggior parte di essi non ha i voti necessari per essere riconfermati. Quindi il caos prima della campagna elettorale. 
I cinque stelle escono ridimensionati perché nel frattempo vi sono le prime defezioni di parlamentari che si affezionano alla busta paga da 15.000 euro e si rifiutano di ridurla a 2.500 come vorrebbe Grillo mentre altri si dissociano dal gran rifiuto di collaborare per il governo perché interromperebbe quella pacchia, appena incominciata.  Molti grillini scoprirebbero  il porto franco del gruppo misto dove ognuno è padrone di se stesso e dei propri emolumenti. Finchè dura. Ma per chi ha passato una vita a 1000 euro al mese, fare anche solo un anno a 15.000……..

3 – VOTO IN AUTUNNO -Grillo accetta di collaborare su alcuni temi di fondo di tipo morale come la legge elettorale, la riduzione dei parlamentari e delle loro remunerazioni, via le auto blu, il conflitto di interessi, torna reato il falso in bilancio per fare un dispetto a Berlusconi, via qualsiasi rimborso elettorale, no ai contributi ai giornali, ecc. Come conseguenza il movimento di Grillo si spacca per protesta e perde molti pezzi scendendo al livello di PD e PDL.
Come seconda conseguenza tornerebbero a crescere tutti i partitelli/persona lasciati fuori dalla soglia del 4%. Morale: si va a votare prima del’inverno e tutto ritorna come prima.
Si forma un governissimo PDL/PD per ripristinare il potere negativo dei vecchi partiti.
I grillini continueranno a sollevare polveroni ma, ridotti a pochi superstiti, non conteranno più  niente. Saranno un normale gruppetto di dissidenti, senza alcuna importanza, come la Lega Nord nella passata legislatura.
Tanto rumore per nulla o quasi.

 

 

 

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